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La recensione
About a Rock N Roll Dream...
AC/DC @ Datchforum, Assago (MI) 21.03.2009
di Caterina Leto
cate1985@hotmail.it
845 visite, 01-04-2009

Il Forum Assago di MilanoLunedi 13 ottobre 2008, ore 22.00, Palermo



Connessa al sito TicketOne da un'oretta, in diretta telefonica con il mio fratellino, comincio la lotta telematica per un biglietto che vale per me molto più del suo costo reale.
E' il biglietto per la seconda data italiana del tour degli AC/DC, non si scherza. Già troppe lacrime avevo dovuto versare per aver perso i biglietti per la prima.
Dopo ben 38 minuti di coda riesco a acquistarlo, ancora non ci credo. E realizzo un'altra verità: sarò completamente SOLA.
Ora, non che io sia proprio un “fuscellino”, ma già potevo visualizzare i titoli dei giornali:"Ragazza muore calpestata al concerto del suo gruppo preferito".
Morte assolutamente romantica, ma in effetti non era proprio ciò che mi aspettavo dalla vita.


...ma "chissenefrega", mi dico.


I mesi successivi trascorrono a comunicare a chiunque mi trovassi a tiro del mio magico acquisto, nonché a sperare di trovare qualche compagno folle abbastanza da venire sotto il palco con me, ma soprattutto abbastanza fortunato da trovare il biglietto.
Assecondando un po' fortuna e follia, qualcuno salta fuori e dopo mesi di attesa (ed un fastidiosissimo countdown), arriva il giorno X.


Sabato 21 marzo 2009, ore 7.30, Milano


Apro gli occhi mezz'ora prima della sveglia, evento più unico che raro.
Realizzo in una ventina di secondi dove sono e che giorno stia per cominciare e sono subito giù dal letto.
Vado un po' in giro per Milano, cominciando ad abituare le mie orecchie ai volumi che dovranno sostenere in serata grazie alla mia “mini-arma di distruzione di massa” rosa, ma ovviamente evitando accuratamente di ascoltare “Loro”...Terrazza del Duomo, Castello Sforzesco, Parco Sempione.
Passo anche davanti al Tribunale, fuori è appeso un manifesto con su scritto “La più affascinante delle letture: la Costituzione Italiana” .
“Il problema non è tanto la lettura, quanto le fantasiose interpretazioni”, mi dico.
Incontro finalmente gli altri tre pazzi scatenati, siamo pronti.


Momenti del concerto Direzione Assago.



Io comincio ad avere le smanie, non sto più nella pelle, sembro un'adolescente della peggior specie.
Sono circa le 19 quando consegno il mio biglietto per farmelo strappare. “E' tardi”, penso “Staremo sicuramente dietro”. Ultima sosta per acquistare un cerchietto con un paio di corna (che si riveleranno letali più tardi) ed entriamo.
I posti a sedere (circa 11.200) sono già pieni, ma noi non siamo interessati: nel parterre la situazione non è ancora troppo grave, riusciamo a raggiungere quella che probabilmente è la decima fila.
Sarebbe un'ottima posizione, se solo io non fossi alta un metro e un barattolo e non ci fossero intorno a me solo persone alte un chilometro.
Con determinazione ( e tanta faccia tosta mai avuta prima in vita mia) riusciamo a guadagnare qualche posizione.
Alle 20 comincia a suonare il gruppo “spalla”.
Si chiamano The Answer e, per quanto non fossero poi cosi terribili, non ho mai desiderato tanto di veder uscire un gruppo dal palco. Intanto si guadagnano posizioni.
Le mie preghiere vengono esaudite verso le 20.40, quando i capelloni ci salutano per lasciare il palco e permettere ai tecnici di sistemare la scenografia per quel pezzo di storia che sta per spuntare da dietro le quinte.


Si spengono le luci.
Comincia il video introduttivo, un cartoon con Angus versione diavoletto su un treno...( http://www.youtube.com/watch?v=wjH8_tFHt4s&feature=PlayList&p=CA85DC530DF3EE3A&playnext=1&playnext_from=PL&index=6).
Il video si conclude con lo schianto del treno, che tra fuochi ed esplosioni, appare proprio davanti ai nostri occhi sul palco, sulle note del primo singolo del nuovo album, che si chiama per l'appunto “Rock 'N Roll Train”.
A quel punto comincia una guerra che continuerà per ben due ore, il nostro gruppetto si disintegra (e i nostri organi interni pure, viste le gomitate).
Finita la prima canzone, controllo di avere ancora tutti gli arti al loro posto e mi chiedo quale sarà la canzone successiva, quasi certa che fosse tratta dal nuovo album, “Black Ice”.
E mi sbaglio di grosso, perchè i nostri “vecchietti” non hanno proprio intenzione di suonarci l'intero album nuovo (del quale hanno eseguito solo 5 pezzi), bensì di regalarci un concerto a base di loro grandi successi.
Partono cosi a seguire “Hell Ain't A Bad Place To Be” e “Back In Black”; capisco che non avrò più tanta voce non appena uscirò da li.
Sebbene abbiano tutti superato i 50 anni, reggono tutti i ritmi del palco molto meglio di quanto non potrebbero fare tanti ventenni.
Sulle note di “Big Jack” decido di approfittare del momento di “calma” per intrufolarmi un po' più avanti e ritrovarmi con il mio amico.
Fatica assolutamente inutile, dal momento che subito dopo parte una tripletta di capolavori micidiale, che fa scatenare anche la più immobile delle molecole: “Dirty Deeds Done Dirt Cheap”, “Shot Down in Flames” e “dulcis” in fundo “Thunderstruck”.
Mi ritrovo di nuovo da sola, ma comincio a capire la logica del “non opporre resistenza” e mi faccio trascinare dal movimento sussultorio della folla: senza il minimo sforzo salto da far paura.
Il concerto La canzone successiva è quella che da proprio il nome all'intero album, “Black Ice”, ma come qualcuno ha commentato “di ICE c'è davvero poco”, infatti la temperatura li in mezzo penso abbia raggiunto i 200 °C circa.

Il pezzo successivo fa da colonna sonora ad uno spettacolo di indubbia classe: lo spogliarello di Angus accompagnato dalle note di “The Jack”, che si conclude con un bel primo piano delle sue mutande che sul retro hanno ovviamente il logo del gruppo!
Lo show continua con qualcosa che tutti i presenti si aspettavano da prima che entrassero in scena: si spengono le luci e l'unico faro è puntato sulla grossa campana che sovrasta il palco.
Comincia a scendere pian piano e....
Eccolo Brian Johnson che, a 62 anni suonati, si aggrappa alla corda con un balzo e parte cosi “Hells Bells” e con essa l'ennesimo momento di delirio.
Si continua a girare vorticosamente su “Shoot to Thrill” ed altri due pezzi dal nuovo album, “War Machine” e “Anything Goes”.
Riesco ad intrufolarmi nuovamente davanti, appena in tempo per sentire l'intro di “You Shook Me All Night Long”, una di quelle splendide “canzoni d'amore” che qualunque donna vorrebbe sentirsi dedicare (...o forse no!) e quel leggero senso di stanchezza svanisce in un nanosecondo.
Gran fortuna, visto che a seguire si DEVE saltare a ritmo di “T.N.T”.
Purtroppo su “Whole Lotta Rosie” il frullatore torna in funzione e mi ritrovo qualche fila indietro, in uno spazio dove stranamente riesco a respirare a pieni polmoni. Non ho il tempo di chiedermi come sia possibile, basta guardarmi attorno per capire che sono capitata nel bel mezzo del ring in cui vichinghi a petto nudo di due metri per due stavano “pogando” allegramente.
Riesco a sottrarmi a morte certa per un soffio, torno un po' più avanti ed alzando lo sguardo mi rendo conto che a cavallo della locomotiva era spuntata una gigante Rosie gonfiabile!
Al termine del pezzo tre ragazzi vicini a me si lasciano scappare che a quel punto mancano solo tre canzoni: rimangono un po' perplessi quando urlo loro “IO NON VOGLIO SENTIRE, LE VOGLIO SCOPRIRE” e me ne vado con le mani sulle orecchie tuffandomi nella folla per raggiungere nuovamente il mio folle compagno di concerto. E che diamine, ero riuscita a resistere alla tentazione di leggere la scaletta prima del concerto e tre sconosciuti mi devono rovinare tutto?
Mentre interpreto al meglio il ruolo di elemento da manicomio, nell'aria si sente la soave melodia di “Let There Be Rock”, al termine della quale Angus si scatena, regalandoci 10 minuti di assolo da far paura al più “cattivone” dei metallari. Il “ragazzo” voleva renderci partecipi del fatto che sa suonare, nel caso in cui qualcuno non ne fosse pienamente convinto.
Naturalmente questo momento scalda i cuori di tutti e comincio a registrare le più colorite dichiarazioni d'amore nei suoi confronti.
Stando a quanto mi hanno involontariamente comunicato i tre tizi, mancano gli ultimi due pezzi e considerando vari fattori, non è difficile immaginare quali saranno. Dopo una breve pausa parte infatti “Highway To Hell” e stento a crederci, ma a quel punto siamo davvero vicinissimi.
Non abbastanza da fare ciò che avevo immaginato nei miei sogni più sfrenati nei mesi prima del concerto, ovvero salire sul palco durante quella che è sempre la canzone conclusiva dei loro concerti da quando è uscita, “For Those About To Rock (We Salute You)”. Poco male, per questa volta evito di farmi arrestare.
Tra gli spari di ben sei cannoni, i nostri beniamini concludono il loro concerto, lasciandoci un gran sorriso ebete sul viso.
Si accendono le luci, io non riesco per qualche minuto a dire frasi di senso compiuto (qualcuno potrebbe obiettare che non ci riesco da 23 anni, ma questa è un'altra storia).
Passa un bel po' prima di riuscire ad uscire dal forum, eravamo davvero tanti e siamo tutti un po' “acciaccati”.
Ci ristoriamo un po', “svaligiamo” il banchetto del merchandise e pian piano piano cominciamo a realizzare cosa è appena successo. Sembra quasi un sogno, ma gli innumerevoli lividi che mi sono procurata mi confermano che è accaduto davvero.
Barcolliamo verso la macchina, mi aspetta una surreale notte in giro per Milano, ma anche questa è un'altra storia!



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