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Attualità
L'uomo non è mai stato un animale così sociale
Facebook: storia del sogno americano che ha evoluto il modo di comunicare.
di Ezio Lanza
eziolanza@gmail.com
705 visite, 20-04-2009

Harvard University, 4 Febbraio 2004. Tra le mura del dormitorio studentesco di una delle più famose università del mondo, l'ancora ventitreenne Mark Zuckerberg (classe 1984) , non sa ancora quello che lo aspetta.

Quasi per scherzo, nel tempo libero, crea quello che sarebbe diventato il secondo sito più cliccato del mondo. Lo chiama “Facebook” e il suo fine é semplice: selezionare una cerchia di amici e ricevere informazioni rapide e interessanti sul corso della loro vita. L'idea così semplice eppure così geniale, rischia di perdersi nel nulla quando Zuckerberg annuncia ai suoi colleghi di voler chiudere il sito per cercare di costruire il proprio futuro. L'annuncio crea una vera e propria mini-rivolta fra i colleghi che, non solo lo esortano a non chiudere Facebook, ma gli suggeriscono che poteva essere proprio quello il futuro che stava cercando.
Durante l'estate 2004, Zuckerberg e il suo compagno di stanza Dustin Moskovitz si trasferiscono a Palo Alto, in California , dove ha inizio la loro fortunata storia grazie agli investimenti del “Venture Capitalist” Peter Thiel. Nel 2008 Facebook conta più di 400.000 sviluppatori in tutto il mondo; Mark Zuckerberg é stato definito dal “Forbes Magazine” come “il più giovane miliardario sulla terra e possibilmente il più giovane miliardario fattosi da solo”, valutando la sua fortuna intorno agli 1.5 miliardi di dollari. Ma in che modo questa gallina dalle uova d'oro é riuscita a cambiare, per l'ennesima volta nell'ultimo secolo, la nostra forma di comunicare? Facebook é uno strumento semplice, universale e geniale. Al momento dell'iscrizione si entra in una vera rete virtuale di conoscenze, potendo contattare in molteplici modi praticamente chiunque si sia conosciuto nella propria vita, chiaramente a patto che anch'egli sia iscritto. Una volta stretta una “amicizia”, é il potente motore informativo di Facebook a lavorare per noi. Nella pagina iniziale vengono visualizzate le attività quotidiane che i nostri amici hanno deciso di condividere, quali pubblicazione di album fotografici, video, frasi famose o semplici espressioni del proprio umore. Senza accorgersene, ciascuno di noi pubblicizza un po' della propria vita e la condivide con una cerchia di persone da lui selezionate, possibilmente gli amici di una vita. Con facilità, inoltre, si crea un vero e proprio “archivio di amicizie” per poter raggiungere con un messaggio qualsiasi persona si sia mai conosciuta , vicina o lontana che sia, così, con un semplice click. Eventualmente in tempo reale.
Proprio tutto passa per Facebook: eventi, gruppi di discussione, giochi multigiocatore, pubblicità. Il vero punto di forza che ha consentito a questo “Social Network” di espandersi a macchia d'olio, a differenza di altri che si sono rivelati semplici meteore, é l'alta considerazione che si ha della privacy di ognuno. E' sempre possibile specificare se e quando ricevere comunicazioni e da chi, cosa condividere del proprio mondo e con chi. Non é possibile diventare “amici” di qualcuno contro la propria volontà ed é sempre possibile rompere in silenzio amicizie precedentemente accettate.

Queste caratteristiche rendono Facebook uno strumento utile anche per il mondo “adulto”, fornendo un valido supporto ai professionisti per una rapida comunicazione con persone del proprio ambito lavorativo. Infine, punto cardine e ciliegina sulla torta allo stesso tempo, l'iscrizione e l'utilizzo sono totalmente gratuite.


E' dunque quindi questo il futuro della comunicazione? Rapida, silenziosa e davanti uno schermo a cristalli liquidi? Perderemo il piacere del contatto umano e lasceremo in asso una conversazione con uno sconosciuto per andare a cercare il suo profilo su Facebook? Sicuramente un cambiamento é in atto , inutile negarlo. Come inutile é anche tentare di opporvisi, poiché questo va nella direzione dell'istinto che più distingue l'uomo dall'animale: l'irrefrenabile desiderio di comunicare ogni tipo di informazioni, più frequentemente possibile. Personalmente, preferisco non avere una visione catastrofistica dei cambiamenti della società in cui viviamo. Del resto non ci mancano esempi di cambiamento recenti che possano darci una prospettiva. Così come é avvenuto per l'alimentazione con la nascita del “Fast Food”, anche il modo di comunicare si dividerà in “Fast”, di cui Facebook é il maggior rappresentante odierno, e “Slow”. Alla stessa maniera, così come nessuno ha mai osato preferire un panino al prosciutto ad un fresco trancio di pesce spada, alla stessa maniera non rinunceremo facilmente la sensazione di calore umano che deriva da un abbraccio ad una persona cara, o a una lunga conversazione notturna di fronte a un boccale di birra. Piuttosto, chissà, ne capiremo ancora più in fondo l'insostituibile valore.


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