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Didattica
Endometriosi
La grande sconosciuta
di Calogero Rinoldo
rachele_fiorelli@libero.it
1051 visite, 20-04-2009

Quante delle lettrici hanno mai sentito parlare di endometriosi?

L’endometriosi è una malattia a notevole impatto socio-sanitario, che colpisce circa il 10% delle donne in età fertile.
Si stima che in Italia ne siano affette 3 milioni di donne, 14 milioni in Europa, 140 milioni in tutto il mondo ed è in continuo aumento.
Si calcola che in media la diagnosi arriva dopo ben nove anni che una donna è affetta da endometriosi, a causa di una sintomatologia e di un decorso subdoli.
Forti dolori mestruali, affaticamento cronico accompagnato da poche linee di febbre, dolori durante l’atto sessuale, sono solo alcuni campanelli d’allarme che potrebbero segnalare la presenza di endometriosi.
Nell’endometriosi il tessuto che riveste la cavità uterina, l’endometrio, si può ritrovare anche in sedi dove normalmente non è presente come le ovaie, le tube, i legamenti che circondano l'utero e il peritoneo. Per effetto dell’azione degli ormoni ovarici l’endometrio si sfalda ogni mese in concomitanza del ciclo mestruale. Lo sfaldamento mensile e la perdita di sangue si ha anche quando l’endometrio ha una localizzazione anomala; in questo casò però il sangue non defluisce e può dar luogo alla formazione di cisti endometriosiche ( cisti cioccolato ) o infiammazioni delle aree coinvolte.
La sua importanza sta nel fatto che non solo ha dei risvolti negativi sulla qualità di vita della paziente e sui costi del sistema sanitario, ma può evolvere verso la sterilità.
Da ciò l’importanza di una diagnosi precoce ma,ancor prima, di una divulgazione scientifica.
Ma quali sono le cause?

Tante ipotesi ma nessuna di queste è accettata in pieno.
Alcuni autori sostengono che sia una malattia figlia dell’evoluzione. Perchè?
Oggi si diventa madri dopo i trenta anni, l’orologio biologico si è spostato in avanti e ciò determina numerose ricadute sulle stesse donne.
Paradossalmente, infatti, le gravidanze proteggono dall’insorgenza dell’endometriosi, grazie alla modificazione del profilo ormonale (su tutti un minor carico estrogenico nei confronti dell’apparato riproduttivo).
La diagnosi dell’endometriosi si basa principalmente sull’effettuazione di una ecografia e di un’indagine laparoscopica.
La laparoscopia è una tecnica semi-invasiva in grado di esplorare la cavità peritoneale grazie a piccolissime incisioni cutanee attraverso le quali vengono introdotti gli strumenti operatori; in questo modo i risvolti psicologici ed estetici per una giovane ragazza saranno notevoli.
La sua importanza risiede nel fatto che non solo ci consente di fare diagnosi di endometriosi, ma nella stragrande maggioranza dei casi ci permette di risolvere il quadro, grazie all’enucleazione della cisti.
Ma l’intervento chirurgico è l’unica possibilità?

In realtà, a seconda dei casi e dello stadio evolutivo della malattia, è anche possibile tentare un approccio medico, di tipo estro-progestinico ( la classica pillola anticoncezionale ); tuttavia la terapia medica a lungo andare risulta spesso inefficace o deve essere comunque seguita da un approccio di tipo laparoscopico.
Purtroppo in una certa percentuale di casi l’endometriosi, soprattutto se trattata in uno stadio già avanzato, può recidivare e costringere a subire interventi chirurgici ripetuti e demolitori sull’apparato genitale, con necessità di asportare una o entrambe le ovaia e talora anche l’utero. Nelle forme di endometriosi avanzate possono poi purtroppo instaurarsi estesi fenomeni fibroaderenziali, in grado di alterare il transito intestinale fino a fenomeni occlusivi, o anche ostruire le vie urinarie, portando, se non riconosciuti in tempo, a quadri di insufficienza renale. Particolarmente temibili sono gli interessamenti del setto rettovaginale, che possono causare, oltre necessari interventi talora demolitivi sull’intestino.
Alla luce di queste considerazioni è, dunque, buona norma informarsi ed essere informate ma soprattutto effettuare una visita ginecologica in presenza dei sintomi già citati.
Per la vita di ieri, di oggi, e di domani.



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